OCERIA FRANCESCANA

Equilibri materici e ironia colta: il total design di un ristorante nel cuore di Arezzo

Questo progetto rappresenta una sintesi completa della mia visione di total design, dove la progettazione architettonica si fonde con l’alto artigianato e la ricerca grafica. In questo ristorante di Arezzo, ogni elemento è stato disegnato, realizzato e decorato su misura per creare un’atmosfera densa, capace di trasportare l’ospite in un mondo dove la tradizione contadina toscana dialoga con un’estetica surrealista e contemporanea.
Il locale prende vita attraverso una serie di quadri scultorei e interventi grafici che ho curato personalmente. Grandi pannelli decorativi ritraggono animali in abiti nobiliari — dal gallo in frac al toro gentiluomo — evocando una teatralità antica e ironica che rompe la severità delle mura storiche. A questi si affiancano lavagne artistiche che riportano, con un tratto calligrafico meticoloso, le “House Rules” e le “Meat Cut Charts”, trasformando la comunicazione tecnica in un elemento decorativo identitario.

Arredo scultoreo e geometrie conviviali

L’anima del locale è definita da un arredo che celebra la sostanza dei materiali:

  • I Tavoli: Realizzati a mano con piani in legno massiccio dal forte spessore, poggiano su gambe tornite laccate in nero opaco. Il contrasto tra il calore del piano e il rigore della struttura crea un equilibrio visivo perfetto per la convivialità.
  • Rivestimenti e scaffalature: Il legno torna protagonista nei rivestimenti a doghe e nelle cantine a vista. Le scaffalature per i vini, caratterizzate da ante in rete metallica a “nido d’ape”, richiamano le vecchie dispense rurali, reinterpretate con una pulizia formale moderna.
  • Luce e sospensione: I corpi illuminanti, progettati come strutture geometriche in metallo e legno, fluttuano sui tavoli, proiettando una luce calda che esalta le texture della pietra e delle venature lignee.

Trasparenze industriali e rigore del ferro

Per separare gli ambienti senza interrompere il flusso visivo, ho inserito delle vetrate in ferro e vetro di mia progettazione. Questi elementi, dal sapore industriale ma rifiniti con una patina artigianale che richiama l’ossidazione del tempo, fungono da quinte sceniche, permettendo alla luce di filtrare e di mettere in risalto il contrasto tra il nero del metallo e il rosso vibrante delle sedute classiche in paglia.
Il risultato è un locale “chiavi in mano” dove l’integrazione tra progettazione degli spazi e realizzazione dei singoli complementi garantisce una coerenza stilistica assoluta. Un luogo dove l’artigianato non è solo un metodo costruttivo, ma il linguaggio stesso di una nuova ospitalità.I